Origine e significato della festa del 2 febbraio
La Candelora
Fino al 1969 la festa del 2 febbraio era chiamata in Occidente «purificazione della beata Vergine Maria» e concludeva il ciclo natalizio, a quaranta giorni dal Natale. Di origine orientale, è sempre stata una celebrazione molto radicata nella devozione popolare. Il centro dell’evento è la presentazione di Gesù al Tempio e il suo primo ingresso nella dimora di Dio Padre. La festa unisce dimensione liturgica, memoria evangelica e partecipazione del popolo cristiano.
Processione, candele e significato della luce
I fedeli partecipano con grande coinvolgimento alla processione che ricorda l’ingresso di Gesù nel Tempio e il suo incontro con Simeone e Anna. In Occidente questa processione sostituì antichi cortei pagani e assunse inizialmente un carattere penitenziale. Successivamente si arricchì della benedizione delle candele, portate accese in onore di Cristo «luce per illuminare le genti». La candela benedetta e conservata in casa deve essere segno di Cristo luce del mondo e motivo di una fede autentica.
Dimensione mariana e umiltà della Vergine
La pietà popolare presta particolare attenzione al gesto di Maria che presenta il Figlio al Tempio e si sottopone al rito di purificazione previsto dalla Legge di Mosè. Questo atto è stato tradizionalmente interpretato come una manifestazione dell’umiltà della Vergine. Per questo motivo il 2 febbraio era spesso ritenuto la festa di coloro che nella Chiesa svolgono servizi umili. Tuttavia, si sottolinea la necessità di non oscurare il centro cristologico della festa insistendo eccessivamente sugli aspetti mariologici.
Maternità, purificazione e nuove benedizioni nel Rituale
La pietà popolare coglie un forte legame tra la maternità di Maria e quella delle madri cristiane, che generano le future membra del Corpo mistico di Cristo. Da questa intuizione nacque un tempo il rito della purificazione della puerpera, segnato però anche da elementi negativi legati alla visione del parto. Il nuovo Rituale Romanum prevede ora una benedizione per la madre prima del parto e un’altra dopo il parto, se non ha potuto partecipare al battesimo del figlio. Queste benedizioni intendono favorire la comunione di fede e carità: prima per invocare un felice esito dell’attesa, poi per ringraziare Dio del dono ricevuto.
Collegamento con la vita consacrata
In alcune Chiese locali, vari elementi del racconto evangelico della Presentazione — l’obbedienza di Giuseppe e Maria, la povertà dei santi sposi, la verginità della Madre di Gesù — hanno ispirato l’estensione del significato della festa. Il 2 febbraio è così diventato anche occasione per celebrare coloro che sono dedicati al servizio del Signore e dei fratelli nelle diverse forme di vita consacrata. In questo modo, l’esempio di Gesù presentato al Tempio e della famiglia di Nazaret diventa modello di offerta, obbedienza e dedizione totale a Dio.
mp
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