Il ruolo della formazione nella Confraternita.
La formazione, (intesa come liturgica, teologica e spirituale) non è un accessorio, ma il presupposto essenziale, che qualifica la nostra Confraternita, assolutamente necessaria per acquisire una «fede consapevole» in modo superare il rischio di vivere la propria appartenenza come semplice tradizione o folclore e, soprattutto, per attribuire un fondamento teologico alle nostre iniziative.
Un’adeguata formazione consente di prendere parte, in modo attivo, alla Liturgia, per esercitare adeguatamente i ruoli nelle diverse celebrazioni, per partecipare in modo attivo e decoroso alle processioni, evitando ogni forma di protagonismo e garantendo l’armonia con le direttive diocesane.
La costanza nella formazione non si esaurisce con il noviziato, ma deve essere costante e permanente in tutte le forme che saranno individuate nel corso del tempo, per consentire una crescita spirituale continua: la vita di fede è un cammino, non una meta, e la formazione costante assicura il rinnovo nel nostro impegno, adeguato alle esigenze e ai mutamenti della nostra società, purtroppo ormai «secolarizzata». La formazione aiuta la Confraternita e i suoi aderenti ad affrontare e interpretare i «segni dei tempi» (le sfide di carattere etico, sociali e culturali del momento) in sintonia con l’insegnamento della Chiesa, mantenendo viva e attuale la propria missione storica (pensiamo ai temi dell’Intelligenza artificiale, sull’etica della salute, bioetica); una fede consapevole consente di avvicinarsi in modo adeguato agli aspetti più importanti del nostro tempo.
Attraverso la formazione si possono esprimere, con lucidità e competenza, le tradizioni legate alla pietà popolare, all’organizzazione di processioni, soprattutto al decoro e culto del Santissimo Sacramento, atteso che l’azione che ne scaturisce dalla spiritualità coltivata dalla formazione, costituisce l’identità stessa della Confraternita.
In sintesi, investire nella formazione significa investire nel futuro del nostro sodalizio e, soprattutto, nella vivacità del nostro culto, affinché la nostra testimonianza possa risuonare forte e chiara, oggi e per sempre.
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