Il ruolo della Confraternita oggi, come impegno per ristabilire umanità e fraternità, in una società sempre più secolarizzata
domenica 7 dicembre 2025
Ormai viviamo in un tempo in cui le certezze sembrano sgretolarsi sotto il peso di trasformazioni rapide, disuguaglianze crescenti e, soprattutto, nuove fragilità sociali. Le povertà che interessano la nostra civiltà non sono soltanto materiali: sono morali, culturali, relazionali. A volte manca il lavoro, a volte manca la serenità, altre volte manca una mano tesa, la disponibilità di un ascolto sincero, un rapporto di condivisione. In questo scenario complesso, sono convinto che la presenza di una confraternita debba assumere un valore che va ben oltre la semplice tradizione. La confraternita può e deve rappresentare un presidio di umanità.
La sua missione – radicata nella spiritualità, nella solidarietà e nel servizio – può restituire alla società ciò che oggi più rischia di andare perduto: il senso dell’appartenenza, la responsabilità verso l’altro, la consapevolezza che nessuno può salvarsi da solo. Lì dove lo Stato (ora si dice welfare) fatica a raggiungere e dove il tessuto sociale si indebolisce, una confraternita può essere un ponte: tra le generazioni, tra chi ha e chi non ha, tra chi soffre e chi può offrire conforto. Ovviamente il suo ruolo non può essere solo assistenziale, ma deve assumere un ruolo di supporto e deve viaggiare all’interno di tute le forme di povertà.
Attraverso il proprio esempio, la confraternita richiama al valore della sobrietà, della carità concreta, del rispetto dei più fragili, in un mondo che tende a isolare, bisogna ricordare che la comunità è una ricchezza da custodire. Credo fermamente che la confraternita sia chiamata a essere luce discreta ma costante, capace di diradare il buio nelle periferie – materiali e interiori – del nostro vivere. Questa missione non significa «sostituirsi alle istituzioni», ma un impegno ad alimentare quello spirito di fraternità che può restituire alla società la sua vera dimensione: l’uomo, nella sua dignità e nella sua dignitosa fragilità.
mp
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