Diaconato femminile

Pubblicato il 3 gennaio 2026 alle ore 19:12

No (per ora) al diaconato femminile

Non si esaurisce il dibattito all’interno della Chiesa riguardo alla possibilità di estendere il diaconato anche alle donne. La Commissione guidata dal cardinale Giuseppe Petrocchi, su mandato a suo tempo ricevuto da Papa Francesco, ha pubblicato un rapporto sulla possibilità di ordinare donne al diaconato. ​ Al momento, non ci sono le condizioni per un «via libera» definitivo, principalmente a causa della complessità del tema e della mancanza di consenso sufficiente. ​ Tuttavia, non si tratta di un rifiuto definitivo. ​

La Commissione ha suggerito di ampliare l’accesso delle donne ai ministeri istituiti per favorire una maggiore collaborazione tra uomini e donne nella Chiesa. Nonostante le richieste di apertura emerse durante il Sinodo sulla sinodalità del 2024, la ricerca storica e teologica ha evidenziato che il diaconato femminile, nella tradizione biblica e patristica, non ha mai avuto un carattere sacramentale equivalente a quello maschile. ​ Il tema rimane divisivo, con posizioni contrastanti tra chi lo considera inaccettabile per motivi tradizionali e chi lo ritiene necessario per una maggiore parità di genere nella Chiesa. ​

La Commissione ha anche sottolineato che molte Chiese e diocesi si oppongono fermamente a questa prospettiva. ​ Le ragioni di chi è favorevole si basano essenzialmente sulla dichiarazione di fede che dice: «Non c’è più Giudeo e Greco, schiavo e libero, maschio e femmina, perché tutti voi siete «uno» in Cristo Gesù”». (tra l’altro è il motto dell’episcopato di leone XIV); le ragioni di chi è contrario sostengono che l’ordinazione delle diaconesse è «inaccettabile, in quanto in discontinuità con la tradizione» o «pericolosa confusione antropologica, accogliendo la quale la Chiesa si allineerebbe allo spirito del tempo».

In conclusione, la questione del diaconato femminile resta aperta, ma per ora la Chiesa si concentra sull’ampliamento dei ministeri istituiti per le donne, in linea con le necessità pastorali e l’unità ecclesiale promossa da Papa Leone XIV, per evitare che esasperare il dibattito possa costituire motivo di frattura e compromettere uno dei fulcri del ministero di Leone XIV: l’«unità» della Chiesa, come ripete il Papa fin dai primi giorni di pontificato.

mp

 

Card. Giuseppe Petrocchi

È nato a Venagrande, frazione del comune di Ascoli Piceno, il 19 agosto 1948. È entrato nel seminario vescovile di Ascoli Piceno il 4 ottobre 1965, e ivi ha completato gli studi liceali, conseguendo la maturità classica. Nel settembre 1967 il vescovo Marcello Morgante lo ha inviato presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore. Ha compiuto gli studi filosofici e teologici presso la Pontificia Università Lateranense, dove ha conseguito il baccellierato in filosofia e la licenza in teologia dogmatica. Successivamente si è laureato in filosofia presso l'Università degli Studi di Macerata e in psicologia presso l'Università Statale di Roma

 

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