Consiglio permanente dei vescovi 28 gen 2026

Pubblicato il 29 gennaio 2026 alle ore 00:56

Conclusioni del Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana
mercoledì 28 gennaio 2026

 

In un momento storico segnato da profondi cambiamenti sociali, culturali e religiosi, la Chiesa italiana si interroga sul proprio ruolo e sulle sfide che il futuro pone davanti a sé. Il Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana traccia una rotta precisa, identificando priorità e prospettive per una presenza ecclesiale capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità. Queste le decisioni e le riflessioni emerse dai lavori dei vescovi: dalle proposte di riforma delle parrocchie e del ruolo dei laici, fino all’impegno concreto verso le questioni sociali più urgenti, con particolare attenzione all’educazione affettiva dei giovani, alla tutela dei più fragili e al dialogo costruttivo su temi civili e ambientali. Tra dubbi, richiami e nuove linee guida, la CEI invita la comunità cattolica a una corresponsabilità autentica, in ascolto dei segni dei tempi e delle necessità del Paese.

 

Tre priorità per la Chiesa italiana
Al termine del Consiglio permanente, la CEI individua tre priorità: un rinnovato slancio nell’evangelizzazione, una “nuova forma di Chiesa” più al passo con i tempi e una presenza sociale concreta. La riforma ecclesiale include anche la possibilità di affidare parrocchie ai laici, in un’ottica di maggiore corresponsabilità. La presenza sociale non guarda con nostalgia al passato, ma punta a prossimità alle persone e attenzione ai problemi del Paese. I vescovi esprimono vicinanza alle popolazioni colpite dal maltempo in Sicilia, Sardegna e Calabria, ricordando il legame tra crisi ambientale e questione sociale. Da qui il richiamo a maggiore serietà da parte di istituzioni locali e governo.

Referendum, giustizia e dialogo sociale

Sulla separazione delle carriere dei magistrati, la CEI non dà indicazioni di voto ma invita a partecipare al referendum e a informarsi per una scelta consapevole. I vescovi sottolineano due punti irrinunciabili: l’equilibrio tra i poteri dello Stato e l’autonomia e indipendenza della magistratura, realizzabili con soluzioni storiche diverse. Viene ribadito che su molte questioni sociali è legittima una pluralità di opinioni tra i cattolici. La CEI sollecita a trasformare i temi sociali non in motivo di scontro, ma di dialogo costruttivo. Sulla presenza di agenti ICE alle Olimpiadi Milano-Cortina, Baturi richiama il principio che l’ordine pubblico deve essere garantito dalle autorità italiane.

Chiesa, rilevanza pubblica e impegno sociale
Rispondendo alla domanda sulla perdita di rilevanza della Chiesa, Baturi chiarisce che il cristianesimo non cerca egemonia sociale ma la conversione dell’uomo. La vera misura della presenza ecclesiale non è il potere formale ma la vicinanza concreta alle persone. Viene richiamata la vasta rete di opere: volontariato ispirato dalla fede, difesa della vita, accoglienza dei migranti, sostegno ai poveri, aiuto ai non autosufficienti, oratori e attività giovanili dove spesso lo Stato arretra. In una società più plurale e scristianizzata, con un calo del 51% delle ordinazioni nell’ultimo decennio, cambia il modo di agire della Chiesa. Cresce inoltre la preoccupazione per violenze in famiglia e tra giovani, che rende centrale l’educazione a relazioni affettive libere, mature e rispettose.

Riforma delle parrocchie e ruolo dei laici
La CEI ritiene necessario ripensare la forma di Chiesa in Italia, mantenendo centrale la parrocchia ma valorizzando molto di più il laicato. Comunione, partecipazione e missione riguardano l’intero popolo di Dio e non sono solo una risposta alla scarsità di preti. Si studiano quindi forme di affidamento delle parrocchie ai laici, già previste dal Codice di diritto canonico, senza però eliminare il ruolo del sacerdote. Un gruppo di lavoro dovrà proporre indicazioni e buone pratiche per attuare questa corresponsabilità evitando ogni clericalismo “di ritorno” sui laici.

Padrini, madrine ed educazione cristiana

Il Consiglio permanente affronta anche il tema dei padrini e delle madrine nell’iniziazione cristiana. Oggi questa figura è spesso ridotta a un ruolo solo parentale o amicale, perdendo la sua dimensione ecclesiale. La CEI intende recuperare il valore comunitario di questo servizio, coinvolgendo maggiormente la Chiesa locale nel percorso di fede dei ragazzi. Verranno predisposte linee guida nazionali che non elimineranno la figura di padrino e madrina, ma lasceranno alle diocesi margini di adattamento. L’obiettivo è rafforzare il significato educativo e di testimonianza cristiana di questo accompagnamento.

mp

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