Riflessioni sull'amore (autentico)

Pubblicato il 13 aprile 2026 alle ore 01:54

La lezione di Kafka sull'amore (autentico)

«Domenica saremo insieme, cinque o sei ore, troppo poco per parlare, abbastanza per tacere, per tenerci per mano, per guardarci negli occhi».

 

Ripensavo al pensiero di Franz Kafka che, nella sua breve vita, fu legato a tre donne ma a una in particolare, Milena, alla quale ha dedicato i pensieri più intensi. Nella frenesia di un mondo che ci vuole sempre performanti e rumorosi, le parole di Franz Kafka alla sua compagna, Milena Jesenská (Lettere a Milena, 1920 - 1923), risuonano come un invito alla lentezza e alla profondità dei sentimenti. «Cinque o sei ore... troppo poco per parlare, abbastanza per tacere». In questa frase si nasconde il cuore pulsante di quello che l'autore definisce un dialogo muto, l'unico che i veri innamorati sanno intrecciare. Oggi tendiamo a misurare la qualità dei nostri incontri in base a ciò che «facciamo" o a quanto ci "diciamo». Kafka ribalta questa prospettiva. Cinque ore diventano uno spazio sacro non per lo scambio di informazioni, ma per la contemplazione. Tenersi per mano e guardarsi negli occhi non sono gesti accessori, ma i pilastri di una «consonanza interiore» che annulla ogni distanza e gelo. Esiste un contrasto doloroso con la nostra epoca: viviamo nel tempo dell'immediato, dove il contatto fisico è spesso slegato da quello spirituale. L'eccesso di sessualità, il sesso senza le anime: un abbraccio che resta fine a se stesso impedendo il formarsi di un amore autentico. Come suggerisce Kafka attraverso le sue considerazioni, l'amore non è un qualcosa da consumare, ma un sentimento che si nutre di silenzio e di parole che nascono spontaneamente dal cuore. L'amore è paragonabile alla fede: in entrambi i casi, i silenzi sono più eloquenti delle parole. Chi ama davvero sa che non serve riempire ogni vuoto con il rumore di fondo della quotidianità.
La vera sfida contemporanea è riscoprire quella «manciata di ore» come campo di intimità, dove il «non dire» diventa la forma più alta di comunicazione. La riflessione su Kafka ci ricorda che l'amore autentico non ha bisogno di grandi discorsi o di una fisicità ostentata, ma di una presenza silenziosa capace «di far incontrare le anime prima ancora dei corpi».

mp

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